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Feedback dalle aziende

Abbiamo invitato tutte le aziende della pagella a rispondere pubblicamente come parte di un dialogo continuo. Vogliamo un dialogo aperto. Le loro risposte verranno pubblicate qui.

Associated British Foods
Coca-Cola
Danone
General Mills
Kellogg’s
Mars
Mondelez
Nestle
PepsiCo
Unilever

Tanti auguri Scopri il Marchio!

19 Aprile 2016

Sono già passati 3 anni da quando abbiamo lanciato la campagna Scorpi il Marchio, e ora vogliamo prenderci un momento e ringraziare tutti voi per aver preso parte alla lotta per una maggiore sostenibilità nel cibo che mangiamo.

Scopri il Marchio è nata con l’idea di cambiare il sistema alimentare per far sì che tutti abbiano abbastanza da mangiare, sempre. Abbiamo sfidato le 10 più grandi aziende del settore alimentare e richiesto cambiamenti su 7 temi chiave. Sfidare queste Big poteva sembrare troppo ambizioso, ma sapevamo che potevamo farcela.

Così quando avete richiesto alle aziende di iniziare ad affrontare gli impatti delle loro politiche, loro vi hanno ascoltato. 

Durante questi tre anni abbiamo visto giganti come Nestlé, Mondelez, Mars, Coca-Cola, PepsiCo, General Mills e Kellogg cambiare le loro politiche per il bene del pianeta e delle persone che lo abitano (video qui).

 

E abbiamo visto anche che il motore di questi cambiamenti è stato il potere delle persone: più di 700.000 azioni di tutti noi, che abbiamo fatto sentire la nostra voce, così che le aziende non hanno potuto ignorarci. Jerry Lynch, Direttore della sostenibilità a General Mills, ha confermato tutto questo dicendo: “[La sostenibilità non è] solo qualcosa che i nostri consumatori e clienti richiedono, è anche positiva per il business”. 

Allora, dopo 3 anni di “potere delle persone”, ecco che vi mostriamo come le aziende si classificano ora grazie alla vostra azione. Per festeggiare il terzo compleanno di Scopri il Marchio, vi presentiamo i punteggi generali di ognuna delle 10 Big:

ABF 

Nessun motivo per festeggiare: ABF è partita come la più debole delle 10 aziende e si ritrova sempre all’ultimo posto insieme a Danone.

Danone 

 

Danone è legata all’ultimo posto e non sta facendo quasi nulla sui temi terra, donne, produttori e braccianti agricoli.

General Mills 

 

Qualche passo in avanti per General Mills, ma può fare molto di più per le persone nella sua filiera produttiva.

Mondelez 

 

Mondelez non “osa essere (abbastanza) tenera” soprattutto sulle politiche idriche, e si ritrova nel bel mezzo della classifica.

PepsiCo 

 

PepsiCo ha lavorato sui temi terra e cambiamento climatico, ma la Big delle bibite non è abbastanza effervescente quando di tratta di diritti di donne, produttori e braccianti agricoli nella sua filiera.

Mars 

 

Mars non sarà in cima alla classifica, ma ha fatto progressi sulle politiche idriche e sulla condizione dei piccoli produttori agricoli, delle donne e dei braccianti agricoli.

Kellogg 

 

Kellogg dimostra un carattere “croccante” e fa i progressi maggiori dal 2015, ma può comunque fare di più per i diritti dei braccianti agricoli.

Coca-Cola 

 

Coca-Cola si comporta bene sulla maggior parte dei temi, ma non è all’altezza quando si tratta del sostegno ai piccoli produttori agricoli.

Nestlé 

 

Nonostante la dolcezza dei suoi prodotti, la situazione di Nestlé rimane pressoché invariata rispetto all’anno scorso: vogliamo vedere più progressi!

Unilever 

 

Unilever si aggiudica la torta con il punteggio più alto fra le 10 Big, anche se c’è ancora spazio per migliorare, soprattutto sui diritti delle donne nella propria filiera.

5 cose che non sapevate di aver fatto nel 2015

25 Gennaio 2016

Il 2015 è stato un grande anno per tanti, e anche per Scopri il Marchio è stato un anno memorabile! Ecco i 5 risultati più importanti che VOI avete contribuito a raggiungere:

1. Il questionario per i sostenitori di Scopri il Marchio

Abbiamo iniziato l’anno nel modo migliore per saperne più su di voi… Ci avete detto cosa volevate e noi abbiamo ascoltato ciò che pensavate: più coinvolgimento, più creatività, più potere alle persone!

2. L’aggiornamento annuale della pagella

A marzo abbiamo messo le aziende le une contro le altre nella “Battaglia dei Marchi”. Per la prima volta in Scopri il Marchio, Unilever batte Nestlé e si piazza al primo posto della classifica.

3. Tolleranza zero al land grabbing

Nel mese di maggio, Illovo, il più grande produttore di zucchero in Africa, ha seguito l’esempio di Coca-Cola, Pepsi, Nestlé e Unilever adottando una politica di tolleranza zero al land grabbing. Non sono solo le grandi compagnie a cambiare le loro politiche, ma ora anche i loro fornitori!

4. Le buone pratiche del cacao

Nella primavera 2013, più di 100.000 di voi hanno convinto le big del cacao – Nestlé, Mars e Mondlez – a impegnarsi per combattere la disuguaglianza di genere nella loro filiera. Sulla scia positiva di questo risultato, lo scorso settembre abbiamo organizzato in Ghana un workshop sull’empowerment delle donne nel settore del cacao con differenti soggetti coinvolti. Abbiamo avuto più di 50 partecipanti, tra cui proprio Nestlé, Mars e Mondlez. Presto faremo uscire un report sulle buone pratiche per l’industria del caco, perciò stay tuned…

5. Gli impegni di General Mills e Kellogg

Nell’estate 2014, più di 200.000 di voi hanno spinto le big dei cereali General Mills e Kellogg a ridurre il loro impatto sul clima. Nel percorso di avvicinamento ai negoziati sul clima di Parigi, General Mills ha annunciato il suo nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 28% – e questo grazie a voi! E poco dopo anche Kellogg ha annunciato simili ambiziosi obiettivi per la tutela del pianeta.

Non vediamo l’ora di fare insieme ancora grandi cose nel 2016. Prossima tappa, l’aggiornamento annuale della pagella! 

 

Cosa c’è per cena? Il menù che vogliamo dai leader mondiali

3 Novembre 2015

Il gusto dei francesi è noto a tutti, basti solo pensare all'arte, alla moda e al cibo. Quante prelibatezze dobbiamo alla cucina francese! La baguette, i croissant al burro, le praline al cioccolato... e la lista potrebbe continuare! A pensarci è davvero difficile trovare un piatto della cucina francese che non sia buono, e il nostro auspicio è che la regola si confermi anche quest'anno al tavolo della COP21.Proprio in questi giorni la Città della Luce sta ospitando la 21ma Conferenza internazionale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in cui circa 200 leader mondiali proveranno a raggiungere un accordo atteso da tempo su come arrestare il corso dell'innalzamento delle temperature globali. Ciò che decideranno avrà conseguenze in tutto il mondo e determinerà il modo in cui il settore privato e altri attori rilevanti rivedranno le loro politiche in risposta all'accordo. 

Che tipo di negoziati condurranno i delegati internazionali alla COP21? Se seguissero i principi della cucina francese, potrebbero ottenere dei piatti complessi, densi di sapore e preparati con cura. E se fossimo noi a dover indicare il menù finale per un accordo ambizioso sul clima, quali piatti includeremmo? 

Prima portata: Riduzione di emissioni

Il primo punto riguarderebbe un accordo per mantenere le temperature globali entro i 2 gradi Celsius. Per raggiungere questo obiettivo tutti i paesi devono fare la propria parte: preservare il pianeta significa ridurre drasticamente le emissioni di gas effetto serra, così come indicato dalla comunità scientifica. 

Seconda portata:  Investimenti in adattamento per gli agricoltori

L'agricoltura di piccola scala è un'attività economica ancestrale che ha superato gli ostacoli del tempo anche grazie alle capacità di resilienza dei piccoli agricoltori e ancora oggi rappresenta l'attività primaria per moltissime persone tra le più povere al mondo. Tuttavia, per continuare a resistere agli impatti sempre più frequenti degli eventi climatici estremi, è necessario che si stanzino adeguate risorse finanziarie a supporto di pratiche e strumenti di adattamento al cambiamento climatico. Gli agricoltori hanno bisogno di strumenti per la conservazione dei prodotti, di sistemi di irrigazione e di una maggiore varietà di colture resistenti alla siccità così come di attività di formazione tecnica e opportunità di scambio di pratiche agricole. Gli agricoltori già sanno quali pratiche e strumenti potrebbero fare la differenza, e la conferenza sul clima non deve far altro che assicurare che siano messi definitivamente sul piatto del negoziato.

Terza portata: Richiesta di un reddito minimo dignitoso

Il rischio è parte della vita e non può essere evitato, ma il lavoro degli agricoltori di piccola scala può essere spazzato via in pochi secondi dai disastri naturali causati dal cambiamento climatico. Prevedere un livello di reddito dignitoso aiuterebbe gli agricoltori di piccola scala a prepararsi meglio ad eventuali disastri, arginando le incertezze costanti sul futuro: è una fonte di sicurezza per moltissimi agricoltori di piccola scala che ne hanno disperatamente bisogno.

Questi sono i tre piatti che vogliamo siano preparati e serviti sul tavolo delle negoziazioni. Da più parti nel mondo sta crescendo la voce dei molti che come noi richiedono ai loro rappresentanti politici di raggiungere un accordo ambizioso sul clima. Ma non possiamo farcela da soli: abbiamo bisogno che anche le grandi aziende si schierino contro chi si oppone al cambiamento. Questo non è il momento di restare a guardare: ci sono ancora troppe industrie nel mondo che stanno usando il loro potere per influenzare i governi a non prendere decisioni concrete e urgenti al cambiamento necessario. 

Continuando a far sentire le nostri voci aumentiamo le probabilità che dalla conferenza di Parigi esca un accordo il più ambizioso e coerente possibile. Insieme possiamo fare la nostra parte per spingere i nostri Governi verso la giusta direzione – manda un messaggio al tuo governo qui.


La battaglia dei Marchi: l’aggiornamento annuale della classifica

31 Marzo 2015

Signore e signori, rullo di tamburi!

Esatto, è nuovamente quel momento dell’anno – la Battaglia dei Marchi. Due volte all’anno, Oxfam dà un’occhiata alle informazioni disponibili relative alle politiche di approvvigionamento agricolo delle dieci più grandi aziende alimentari al mondo. Queste sono alcune delle aziende che producono tantissimi dei prodotti che vediamo ogni giorno negli scaffali dei supermercati. E noi valutiamo le prestazioni di queste grandi aziende in merito a 7 temi: trasparenza, donne, braccianti agricoli, produttori agricoli, terra, acqua e cambiamento climatico.

Alcune aziende non si sono date da fare per vincere, mentre altre sono pronte per darsi battaglia. Vuoi vedere quali sono state le prestazioni dei tuoi marchi preferiti? Guarda la slideshow qui sotto.

La slideshow confronta i miglioramenti avvenuti tra ottobre 2014 e marzo 2015. Abbiamo fatto sfidare le aziende con  le rivali che si trovavano sopra di loro in classifica, nel tentativo di avanzare di posizione.

Questa battaglia ha portato a nuove posizioni in classifica e a nuovi punteggi. Guarda nel dettaglio come sono migliorati i punteggi delle aziende nella nostra classifica interattiva.

Scopri qui cosa hanno avuto da dire le 10 Big dell'alimentare sull'ultimo aggiornamento della pagella.

Conclusioni:

Abbiamo un chiaro vincitore di questo scontro, ma chi vincerà il titolo?

È eccitante vedere questi pesi massimi dell’industria alimentare combattere per il primo posto, tuttavia è chiaro che c’è ancora molto lavoro da fare. Uno degli aspetti più deboli per la maggior parte delle 10 aziende è la mancanza di investimenti e di supporto ai produttori agricoli all’interno della filiera, con metà delle aziende che a mala pena ottengono 2/10 sul tema dei produttori. Questo, insieme al crescente impatto del cambiamento climatico, non ha conseguenze solo sui produttori, ma anche sulle aziende stesse. Così com’è ora, questa è una situazione dove tutti quanti perdono.

E mentre la maggior parte delle dieci grandi aziende alimentari si sono impegnate a fare di meglio sui temi delle politiche di genere, del clima, della terra e altro ancora, la sfida vera è portare avanti questi impegni e dimostrare di aver raggiunto un reale cambiamento. Vogliamo vedere interventi – per le persone e per il pianeta. Insieme, possiamo continuare a far pressione su queste aziende, per farle passare dalle parole ai fatti!

Cosa pensi di Scopri il Marchio?

30 Gennaio 2015

Circa due anni fa ci stavamo chiedendo cosa potevamo fare in più per riparare un sistema alimentare che non funziona più, e in cui a pagare il prezzo più alto sono le donne, gli agricoltori e le loro famiglie.

Esaminando il problema più da vicino, ci è sembrato evidente il ruolo fondamentale che il settore privato ha in tutto questo. Ciò ci ha ispirato portandoci a valutare e classificare le 10 più grandi multinazionali del settore alimentare e la loro responsabilità sociale, in modo che sapessero cosa fanno bene e cosa male, e che i nostri supporter richiedessero a queste aziende di dar conto di cosa accade nelle loro filiere di produzione.

È così che è nata la campagna Scopri il Marchio.

Da quel momento, più di 700.000 persone hanno spinto giganti dell’alimentare come PepsiCo, Coca-Cola, Nestlé, Mondelez, Mars, Kellogg e General Mills a migliorare le loro politiche e i loro comportamenti. E una cosa è chiara: Scopri il Marchio sarebbe rimasta solo un’idea senza il contributo di persone come te!

Con questi risultati consecutivi ottenuti, abbiamo pensato che sarebbe stato buono saperne un po’ di più su di te, sui nostri supporter.

Alla fine dell’anno scorso abbiamo inviato un questionario ai nostri sostenitori in giro per il mondo, e con più di 700 risposte abbiamo scoperto tante cose, tra cui le tre principali:

1. I nostri sostenitori pensano a se stessi come a consumatori responsabili.

Le aziende alimentari hanno a cuore ciò che pensi perché il tuo potere di consumatore è grande, e questo non cambierà.

2. I nostri sostenitori pensano che dovremmo sperimentare ed esporci di più.

È utile per noi sapere che vuoi vederci provare nuove tattiche!

3. I nostri sostenitori hanno fame di cambiamento e vorrebbero contribuire di più.

Anche noi vorremmo coinvolgerti di più. Sia con azioni online che con azioni offline, è bello sentire che vorresti fare di più.

Insieme abbiamo un grande potere, e le tue risposte sono un segno che possiamo cambiare i comportamenti delle grandi multinazionali del cibo nel modo che vogliamo. Abbiamo grandi piani per il 2015, perciò continua a seguirci!

Grazie per essere parte di Scopri il Marchio!


Nuova valutazione degli impegni di Mars, Mondelez e Nestlé

31 Ottobre 2014

Dopo aver lanciato la campagna Scopri il Marchio nel febbraio 2013, abbiamo presto ottenuto che Mars, Mondelez e Nestlé conducessero valutazioni di impatto sulla diseguaglianza e la discriminazione di genere nelle loro filiere, e pubblicassero un piani d’azione chiari ed efficaci per affrontare le questioni sollevate.

Le tre Big del cioccolato producono o comprano quasi un terzo del cacao di tutto il mondo. Oxfam, più di 100.000 sostenitori, investitori preoccupati e organizzazioni alleate hanno interpretato questi impegni come un passo importante per la lotta alla diseguaglianza di genere.

Ora però abbiamo condotto una valutazione indipendente dei progressi delle aziende del cacao per vedere se hanno davvero rispettato gli impegni presi pubblicamente.

Cosa dice il rapporto?

A ormai ben più di un anno di distanza da i loro impegni, Mars, Mondelez e Nestlé devono fare di più per mantenere le promesse fatte alle donne lavoratrici del cacao.

Il rapporto analizza quattro valutazioni d’impatto sul tema genere e piani d’azione pubblicati per la Costa d’Avorio (tutte tre le aziende) e Ghana (solo Mondelez), dove le compagnie si riforniscono della maggior parte del loro cacao. Ogni compagnia ha fatto passi importanti verso l’uguaglianza di genere, ma è Mondelez quella che al momento ha rispettato più impegni. La valutazione d’impatto di Nestlé è stata la più completa, ma l’azienda non è riuscita ad accogliere una maggioranza delle raccomandazioni nel suo piano d’azione. Invece la valutazione d’impatto e il piano d’azione di Mars sono risultate le più deboli.

Come le coltivatrici di cacao possono ottenere di più?

Mars, Mondelez e Nestlé possono ancora riuscire a rispettare gli impegni presi per le donne se affronteranno le questioni principali. Le tre compagnie dovrebbero:

  • Commissionare ricerche supplementari sugli impatti subiti dalle lavoratrici donne pagate e non pagate come lavoratrici familiari in Costa d’Avorio e Ghana.
  • Fornire soluzioni specifiche e realizzabili ai vincoli che impediscono alle donne di diventare coltivatrici di cacao dirette nella loro filiera.
  • Chiarire pubblicamente come e quando pubblicheranno e implementeranno le valutazioni d’impatto e i piani d’azione per il “prossimo” principale paese in cui si riforniscono di cacao (ad esempio, il secondo più grande paese fornitore per l’azienda o un paese in cui è favorevole per la compagnia implementare le proprie attività).

Come le aziende del cacao possono fare di più per i diritti delle donne?

Alla World Cocoa Conference e ChocoVision a giugno, abbiamo visto che le compagnie sono state proattive sulle questioni  relative alla produzione del cacao, e l’uguaglianza di genere era sulla lista. Un’altro importante momento è stato il lancio della CocoaAction, che si è proposta come uno sforzo collettivo per la sostenibilità della produzione del cacao. Aspettiamo ora di vedere come l’iniziativa continuerà. Solo due settimane fa alWorld Cocoa Foundation’s Annual Partnership Meeting, gli stessi attori del settore sono tornati a discutere della sostenibilità del cacao. Abbiamo incoraggiato cautamente l’iniziativa.

Quest’anno abbiamo visto un’attenzione positiva sulla comunità e l’empowerment delle donne nella discussione orientata al settore industriale. Detto questo, vorremmo vedere più attori locali e internazionali, come governi, agricoltori, ONG ed esperti, coinvolti nel dialogo con le aziende e nel lavoro sull’eguaglianza delle donne e sulla sostenibilità il prossimo anno.  

Con alle porte le feste natalizie – il momento in cui si consuma più cioccolato nell’anno – ci auguriamo un 2015 sempre più dolce.

La corsa verso il top: nuovi progressi per le 10 Sorelle del Cibo

9 Ottobre 2014

Insieme, con la campagna Scopri il Marchio, stiamo dimostrando che è possibile creare le circostanze per un’incredibile corsa verso il top… Non stiamo solo spingendo le aziende, ma anche noi stessi a fare e ad aspettarci di più. Con il nostro aiuto le grandi aziende possono diventare più socialmente sostenibili e cambiare i loro comportamenti in modo che chi ne sta ai vertici abbia a cura anche le persone e le risorse naturali lungo la filiera di produzione.

E stiamo ottenendo risultati davvero importanti! Negli ultimi 18 mesi, più di 700.000 supporter di Scopri il Marchio come te hanno spinto ognuna delle 10 Big a migliorare le proprie politiche. Il caso più recente con Kellogg e General Mills che hanno iniziato a misurare, dichiarare e ridurre le emissioni climatiche nelle loro filiera.

Ma non finisce qui. I ricercatori di Oxfam hanno appena rivisto le politiche di queste compagnie e scoperto che la nostra pressione sta avendo effetti su un intero settore industriale. Puoi vedere nell’infografica qua sotto i progressi delle 10 aziende (in inglese).

Dall’ultimo aggiornamento della pagella di Scopri il Marchio a febbraio 2014, tutte le 10 Big hanno pubblicato nuove politiche o valutazioni relative ai temi della campagna.

In questo nuovo aggiornamento, tutte le aziende a parte Danone hanno migliorato il proprio punteggio in almeno una delle sette tematiche, e due compagnie – General Mills e Unilever – sono migliorate su quattro temi.

I maggiori miglioramenti nei punteggi sono stati registrati da PepsiCo (con un incremento dell’11% da febbraio 2014), seguita dalla compagnia che prima si classificava decima, General Mills (con un incremento del 9%). Le due compagnie in cima alla classifica – Nestlé e Unilever – hanno avuto anche loro un incremento significativo rispettivamente del 6% e del 7%.

Negli ultimi 18 mesi abbiamo perciò visto realizzarsi questa straordinaria corsa verso il top. Abbiamo continuato a lavorare con le aziende, le abbiamo viste influenzarsi a vicenda e creare un sostegno pubblico per cambiamenti ampi e veloci. L’aggiornamento biennale della pagella ci aiuta a rendercene conto: insieme stiamo alzando la posta in gioco e facendo progressi nella lotta contro povertà e fame.

Anche Kellogg si attiva contro il cambiamento climatico!

13 Agosto 2014

Kellogg ha annunciato il suo impegno per fermare il cambiamento climatico con azioni davvero importanti: si è impegnata a ridurre le emissioni nocive nella sua filiera e nelle sue operazioni, ad aiutare i piccoli produttori agricoli ad adattarsi agli effetti del cambiamento climatico e a esercitare la sua influenza sulle altre aziende e sui governi. Grazie alle tue richieste e a quelle di altri 238.000 consumatori in tutto il mondo, Kellogg sta facendo la cosa giusta!


Un risultato veloce, arrivato grazie all’intensificarsi della pressione dei sostenitori di Scopri il Marchio. In particolare Kellogg si è impegnata a:

1. Stabilire e rivelare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra nella propria filiera, incluse le emissioni agricole, entro dicembre 2015.

2. Richiedere ai principali fornitori di misurare e rendere pubbliche le proprie emissioni e gli obiettivi di riduzione.

3. Ideare una strategia di adattamento al cambiamento climatico che includa i bisogni dei piccoli produttori agricoli entro dicembre 2015.

4. Entro il 2010, azzerare la deforestazione per quanto riguarda i settori di soia, olio di palma e legname.

5. Interagire con le altre industrie di settore per affrontare il cambiamento climatico.

6. Aderire all’iniziativa di aziende e governi “Business for Innovative Climate and Energy Policy” (BICEP) per portare avanti la legislazione sul clima negli USA.

7. Rivelare i nomi dei tre principali fornitori di olio di palma, soia e zucchero di canna, attori chiave di deforestazione e cambio di destinazione d’uso della terra.

8. Partecipare al “Carbon Disclosure Project”, incluso il report annuale sui dati delle emissioni “Scope 3” e rispondere alla “Forest Information Request”.

9. Rivedere regolarmente le affermazioni e le politiche dell’azienda per assicurarsi che siano in linea con gli obiettivi di mitigazione, i piani e le iniziative per l’adattamento al cambiamento climatico.

10. Includere politiche su clima e deforestazione nel codice di condotta dei fornitori e nelle aspettative verso gli stessi.

11. Affrontare le questioni sollevate da Oxfam e dai suoi partner circa i proprio fornitori di olio di palma in Indonesia e Liberia.

Puoi leggere come Kellogg intende rispettare gli impegni presi nei prossimi anni nella nostra roadmap.

Kellogg ha fatto la cosa giusta per i milioni di coltivatori in tutto il mondo che stanno subendo gli effetti di condizioni meteorologiche instabili causate dal cambiamento climatico, contribuendo così alla lotta al cambiamento climatico che causa la fame.

Oltre a questi rapidi risultati ottenuti in tema cambiamento climatico, Scopri il Marchio sta facendo anche progressi sulla tutela dei diritti sulla terra: Nestlé infatti ha di recente annunciato una politica di “tolleranza zero” al land grabbing.

E non ci fermiamo qui! Continueremo a fare pressione sulle 10 Big del cibo per far sì che tengano conto del bene delle persone e del pianeta. Per ora, però, vogliamo prenderci un momento per dirti GRAZIE!

Condividi questa notizia con i tuoi amici e chiedi loro di unirsi a Scopri il Marchio qui.

Nestlé dichiara “tolleranza zero” al land grabbing

7 Agosto 2014

Ottime notizie! Nestlé – l’azienda che produce tra le tante cose prodotti come Nescafe e KitKat – ha deciso di impegnarsi e dichiarare “tolleranza zero” al land grabbing, il fenomeno dell’accaparramento della terre. Adottando una simile politica, il gigante del cioccolato sarà in grado di assicurare ai propri consumatori che i suoi fornitori non hanno cacciato via dalle loro terre comunità, contadini e popolazioni indigene.

Nell’ultimo hanno, supporter di Scopri il Marchio come te in tutto il  mondo hanno convinto sia Coca-Cola chePepsiCo a fare lo stesso, e con questo nuovo risultato il nostro movimento diventa ancora più forte.

È un ulteriore prova che quando i consumatori fanno sentire la propria voce, le aziende non possono ignorarli!

Dal momento che è una delle più grandi multinazionali dell’alimentare al mondo, Nestlé può esercitare una grandissima influenza sui suoi fornitori, sulle altre compagnie e sui governi. Gli importanti impegni presi, insieme a una chiara serie di passi per migliorare la propria filiera di produzione, contribuiranno a stabilire standard più forti in tutto il settore. Ma soprattutto, aiuteranno a proteggere i diritti alla terra delle comunità in tutto il mondo.

Oxfam si congratula con Nestlé per questa iniziativa, e lavorerà con la compagnia nei prossimi anni per assicurarsi che alle parole seguano le azioni.

E proprio sulla base di questi impegni, correggeremo il punteggio di Nestlé nella pagella di Scopri il Marchio durante il prossimo aggiornamento ad ottobre. Se nel frattempo vuoi saperne di più, leggi qui il nostro blog.


General Mills prende la leadership sul clima!

30 Luglio 2014

Eccoci: abbiamo bisogno del tuo contributo.

General Mills si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di gas serra, e a battersi per politiche climatiche migliori, diventando una vera leader… E questo grazie a TE!

Ma il 31 luglio, Kellogg incontrerà i propri investitori per parlare delle previsioni per i profitti futuri, e abbiamo bisogno di tre minuti del tuo tempo per far sentire anche la voce dei consumatori…

Il tempo scorre per produttori agricoli come Eric Pyne in Liberia e tanti altri in tutto il mondo, che soffrono la fame a causa del cambiamento climatico ogni giorno più grave. Il clima imprevedibile rende difficile pianificare cosa e quando piantare. E non succede solo in Liberia o in alcune regioni dell’Asia, ma ovunque. Ci sono sempre più siccità, uragani e tempeste. Ogni volta che leggiamo o ascoltiamo le notizie, sentiamo di recenti inondazioni, o di temperature estive o invernali da record. Tutti noi stiamo subendo le conseguenze del cambiamento climatico, ma le persone che vivono in povertà prima e più di noi.

Il cambiamento climatico è l’ingrediente segreto di cibi come i Corn Flakes o le Pringles. Circa un quarto delle emissioni globali di gas serra proviene dal settore alimentare. Il problema è che una compagnia leader come Kellogg non si decide ad agire se non saremo noi, i consumatori, a farci sentire.

Kellogg può fare di più per ridurre le emissioni di gas serra delle propria filiera, ma dobbiamo farle sapere che anche se amiamo il gusto del suoi prodotti, abbiamo anche a cuore la salute del nostro pianeta.

Insieme possiamo sommergere il servizio clienti di Kellogg di telefonate e chiedere che l’azienda agisca subito contro il cambiamento climatico che causa la fame!

Unisciti a noi e scopri cosa fare, i numeri di telefono e i consigli utili per partecipare all’azione… ci vorranno solo tre minuti!

CHIAMA ORA!

General Mills prende la leadership sul clima!

29 Luglio 2014

Dopo 2 mesi di pressione siamo orgogliosi di annunciare che General Mills – l’azienda che produce il gelato Häagen-Dazs, i tacos Old El Paso e tantissimi altri prodotti, e che si classificava ultima in fatto di clima nella pagella di Scopri il Marchio – si è impegnata a ridurre le proprie emissioni di gas serra, e a battersi per politiche climatiche migliori, diventando una vera leader… E tutto questo grazie a TE!

Gli impegni da parte dell’azienda sono infatti arrivati dopo che 230.000 persone come te avevano firmato la petizione e intrapreso azioni per chiedere alle Big del settore alimentare di fare la loro parte nella lotta al cambiamento climatico che causa la fame.

In quanto è una delle più grandi compagnie alimentari del mondo, General Mills ha fatto un coraggioso passo in avanti diventando la prima delle 10 Sorelle a decidere di ridurre le emissioni generate dalle sue operazioni così come dalla sua filiera di produzione agricola. Ed è davvero un impegno importante!

In questo modo, l’azione di General Mills si farà sentire in tutto il settore alimentare, facendo da modello per cosa possono fare gli altri. L’azienda ha infatti assunto un ruolo da leader per spingere governi e altre aziende verso politiche climatiche  davvero efficaci.

Nello specifico, General Mills si è impegnata a:

1. Rendere pubbliche le informazioni sulla quantità delle proprie emissioni così come su quelle dei propri fornitori di zanna da zucchero e olio di palma.

2. Stabilire obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2015 e realizzare un piano migliore contro la deforestazione.

3. Utilizzare la propria influenza da leader in tema di cambiamento climatico con altre aziende e governi.

Nei prossimi mesi continueremo a lavorare con General Mills per assicurarci che raggiunga gli obiettivi stabiliti. Puoi seguire i progressi di questo lavoro nella nostra roadmap. Gli impegni presi possono fare la differenza nelle vite di produttori agricoli come Eric Pyne a Komonah, Liberia, Richard Oswald in Missouri, Stati Uniti, e tanti altri in tutto il mondo.

Ora sta alle altre compagnie agire. E abbiamo già deciso chi vogliamo che sia la prossima: Kellogg.

Kellogg, una delle maggiori concorrenti di General Mills, non si è ancora decise ad agire, ed è ora di far suonare la sveglia per lei.

Oggi ci congratuliamo con General Mills, ma tieni d’occhio questo blog perché domani lanceremo una nuova azione per spingere Kellogg ad agire sul serio!

Fai rumore per fermare il cambiamento climatico!

7 Luglio 2014

Unisciti all’azione globale di 24 ore e invia un po’ di rumore online a Kellogg e General Mills

Riesci a sentirli? I supporter di Oxfam si sono attivati più di mezzo milione di volte per far migliorare alle grandi aziende del cibo le loro politiche su terra, donne e cambiamento climatico. Non la trovi musica per le tue orecchie? Ora, insieme, dobbiamo attivarci ancora!

Questo mese Kellogg e General MIlls comunicheranno ad analisti e investitori quanto buoni saranno i loro profitti futuri. Ma i supporter di Oxfam stanno alzando il volume delle loro richieste, perché Kellogg e General Mills non hanno ancora agito. Stiamo letteralmente “facendo rumore”, online e dal vivo davanti alla Borsa di New York e a diverse sedi, per chiedere alle due aziende di sfamare le persone, non il cambiamento climatico.

Unisciti anche tu! Scegli il tuo rumore con i pulsanti qua sotto e copri General Mills e Kellogg con un’esplosione di rumori. Aiutaci a diffondere il messaggio, condividi con i tuoi amici!

Dall’inizio la campagna Scopri il Marchio è stata fatta da persone come te, ed è ancora così. Finora hai convinto cinque delle più grandi compagnie dell’alimentare al mondo ad attuare cambiamenti significativi nelle loro politiche. Nestlé, Mondelez e Mars si sono impregnate per i diritti delle donne lavoratrici, e Coca-Cola e Pepsi hanno dichiarato tolleranza zero al land grabbing. E con il tuo aiuto, possiamo convincere Kellogg e General Mills a migliorare le proprie politiche in fatto di clima.

Kellogg e General Mills non hanno obiettivi di riduzione delle loro emissioni e nemmeno ne misurano o rivelano completamente la quantità. Cambiamo questa situazione!

Se ognuno di noi manda un rumore alle aziende, le loro pagine Facebook e Twitter saranno sommerse di messaggi da tutto il mondo che chiedono loro di combattere il cambiamento climatico.

Per sentire il dolce rumore della vittoria abbiamo bisogno di te. E senza di te non possiamo farcela. Vuoi unirti a noi? Suona la sveglia che il momento di combattere il cambiamento climatico è adesso: invia un messaggio alle aziende e coinvolgi i tuoi amici!

Fai sentire la tua voce per la Giornata Mondiale dell’Ambiente

5 Giugno 2014

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Ambiente, ma sembra che Kellogg e General Mills non ci stiano facendo troppo caso, dal momento che lavorano con aziende che bruciano foreste per avere terra disponibile e usano fertilizzanti che inquinano. Tutto questo alimenta il cambiamento climatico – e con esso siccità, inondazioni e disastri naturali – e significa che famiglie in tutto il mondo si ritrovano senza cibo e senza casa.

Le compagnie dietro alcune notissime marche sostengono di ridurre le proprie emissioni, ma non hanno obiettivi nella loro riduzione, non le misurano o le rendono pubbliche, né le affrontano in tutto la loro filiera.

Fatti sentire forte e chiaro su Facebook

1) Vai sulle pagine qua sotto:

Special K (Kellogg)

Häagen-Dazs (General Mills)

Pringles (Kellogg)

Green Giant (General Mills)

2) Copia questo messaggio e postalo:

Ciao @XXX, il cambiamento climatico che state alimentando sta privando agricoltori in tutto il mondo del cibo e della casa. Per favore agite subito per ridurre le vostre emissioni! www.oxfamitalia.org/scopriilmarchio

3) Ed ecco alcuni consigli:

- Ricordati di inserire il nome della pagina su cui posti come tag

- Più aziende riceveranno il tuo messaggio e più sentiranno la pressione

- Tagga i tuoi amici nel messaggio che posti per coinvolgere anche loro

- Mantieni il tono educato e utilizza il messaggio qui sopra: i messaggi aggressivi di solito vengono ignorati

Abbiamo un solo pianeta a disposizione e sta ad ognuno di noi fare la propria parte nell’averne cura. Entro il 2050 potremmo avere altri 50 milioni di persone che soffrono la fame a causa del cambiamento climatico, e le grandi aziende dell’alimentare possono fare molto per evitarlo. Per questo per la Giornata Mondiale della Terra e nei giorni successivi  vogliamo che Kellogg e General Mills si impegnino a fare la loro parte.

Funzionerà?

Sappiamo che quando sono I consumatori a farsi sentire, le aziende ascoltano. Lo scorso anno le Big dell’alimentare hanno preso nota delle nostre azioni sui social network e hanno cominciato a discutere le loro politiche, e grazie a TE siamo anche riusciti a spingere le aziende ad impegnarsi per i diritti delle donne e per i diritti alla terra. Chiedi ora a Kellogg e General Mills di agire contro il cambiamento climatico che causa la fame!

Kellogg e General Mills complici silenziose di un pianeta sempre più caldo?

22 Maggio 2014

È stata una settimana davvero emozionante per Scopri il Marchio. Dopo settimane di duro lavoro abbiamo lanciato la nostra nuova azione sul cambiamento climatico, con attivisti e supporter Oxfam in tutto il mondo che si sono fatti sentire da Kellogg e General Mills!

In meno di 24 ore abbiamo avuto una prima risposta pubblica da entrambe le compagnie.

La verità che si nasconde dietro di loro è difficile da digerire. Il cambiamento climatico è la più grande minaccia alla lotta alla fame nel mondo, e compagnie come General Mills e Kellogg stanno rendendo la situazione peggiore con le emissioni delle loro filiere produttive. Abbiamo chiesto – anzi, VOI avete chiesto – a queste due aziende di impegnarsi e fare di più… E dopo solo 3 giorni quasi 22.000 consumatori si sono fatti sentire.

E come hanno reagito le compagnie?

General Mills ha pubblicato un commento sul suo sito, affermando che sta già facendo un buon lavoro in tema clima. Kellogg ha risposto attraverso i media che già da tempo è impegnata nel fare ciò che è bene per l’ambiente e per la società.

Cosa sta succedendo davvero?

Entrambe le aziende stanno facendo del lavoro positivo, ma non è lontanamente sufficiente! Serve qualcosa di più di semplici dichiarazioni pubbliche e di una lista di politiche (inadeguate). Ciò che serve è un loro sostanziale impegno verso le richieste che stiamo avanzando: misurare e rendere pubblica la quantità delle loro emissioni, stabilire obiettivi chiari e appropriati per la loro riduzione, ed esercitare la loro influenza su aziende e governi affinché facciano lo stesso. Abbiamo bisogno quindi che dimostrino di essere in grado di affrontare il cambiamento climatico a testa alta.

Entrambe le aziende hanno alcuni obiettivi di riduzione di un parte delle loro emissioni. Ma falliscono nell’applicarli anche all’altra (e più grande) parte, soprattutto quella causata dalla produzione degli ingredienti che usano.

Ne abbiamo abbastanza del cambiamento climatico!

Anche se Kellogg e General Mills stanno facendo già qualcosa, non è abbastanza: non si può infatti cambiare quello che non viene misurato. Per prima cosa serve perciò di concentrarsi su impegni che riguardino tutta la filiera produttiva delle aziende e che richiedano ai fornitori di ridurre le loro emissioni. Kellogg e General Mills devono colmare le lacune nelle loro politiche e risolverne i punti di debolezza. Ne abbiamo abbastanza del cambiamento climatico!

Unisciti alle migliaia di persone che ne hanno abbastanza: chiedi a Kellogg e General Mills di fermare il cambiamento climatico che causa la fame!

Nutrire le persone non significa nutrire il cambiamento climatico!

20 Maggio 2014

Nessuna azienda è tanto grande da poter ignorare i propri consumatori. E quando abbastanza di noi si fanno sentire, le aziende ascoltano. Nell’ultimo anno più di 400.000 persone hanno chiesto alle grandi Big dell’alimentare di fare di più per i diritti delle donne. E le aziende hanno agito. Poi hanno chiesto tutela per i diritti alla terra delle comunità locali. E le aziende hanno agito di nuovo. Ora abbiamo bisogno di te per convincere le aziende ad agire contro la più grande minaccia alla fame nel mondo… il cambiamento climatico! 

Un quarto delle emissioni globali di gas serra è causato dalla produzione di cibo

Le Big dell’alimentare – come Kellogg e General Mills – sono alcune delle compagnie accusate di deforestazione, uso eccessivo di fertilizzanti inquinanti, appropriazione di terre di larga scala, foreste in fiamme, e di altre pratiche dannose lungo la loro filiera di produzione cha causano cambiamenti climatici e aumentano la fame nel mondo. Per molti agricoltori in tutto il mondo questo si traduce nell’incapacità di produrre abbastanza cibo per sfamare la propria famiglia e per darle una vita dignitosa.

Agricoltori come Eric Pyne, in Liberia (qui sopra), stanno già facendo fatica a sfamare e a far vivere dignitosamente la propria famiglia a causa di eventi climatici estremi, come siccità e inondazioni, che colpiscono le loro coltivazioni anno dopo anno. Ed è lo stesso per Richard Oswald, produttore di mais e soia in Missouri, Stati Uniti, i cui prodotti finiscono nei cibi venduti dalle grandi aziende alimentari. Le sue coltivazioni sono state distrutte dalle storiche inondazioni che hanno colpito il Missouri nel 2011. “Non c’era nulla da raccogliere” – racconta. “Abbiamo speso tutti I soldi per semi, fertilizzanti, erbicidi senza avere nulla in cambio”.

Kellogg e General Mills spiccano come tra le peggiori delle 10 “Sorelle dl cibo” quando si tratta di questi temi. Anche se sostengono di ridurre già le proprie emissioni, non hanno ancora un piano per sé e per chiedere ai loro fornitori di fare lo stesso. È ora che ci facciamo sentire e che chiediamo ad aziende come Kellogg e General Mills di agire contro il cambiamento climatico che causa la fame.

Insieme, le Dieci Sorelle producono 264 milioni di tonnellate di gas serra ogni anno: se fossero un paese, sarebbero al 25° posto al mondo come livello di inquinamento prodotto, con più emissioni di Finlandia, Svezia, Danimarca e Norvegia messe insieme. Il settore agricolo produce più emissioni di gas serra di tutte le nostre auto, camion, treni e  aerei messi assieme. Ma noi siamo convinti che Kellogg e General Mills possano impegnarsi e contribuire a fermare il cambiamento climatico che causa la fame con alcuni semplici passi:

1. Misurare le proprie emissioni

Tutte le 10 Big parlano di cambiamento climatico. Ma non si può intervenire su ciò che nemmeno si misura. Le aziende devono misurare e rivelare le loro emissioni.

2. Stabilire obiettivi per la riduzione delle emissioni

Questo è semplice. Una volta che sanno quante emissioni producono, le aziende possono stabilire obiettivi e piani definiti su come le ridurranno.

 3. Incoraggiare i fornitori ad agire

La questione non riguarda solo le operazioni delle aziende, perché queste possono fare anche tanto altro, usando la loro influenza e richiedendo ai propri fornitori di impegnarsi nello stesso modo.

4. Influenzare altri a fare lo stesso

Le 10 Big hanno un grande potere: quando si fanno sentire, possono davvero fare la differenza. Oltre a ridurre le loro emissioni, possono e devono chiedere a governi e altre aziende di fare lo stesso.

Se le 10 Sorelle del cibo falliranno nell’utilizzare il loro potere in modo responsabile e impegnandosi in questi 4 passi, subiremo tutti quanti le conseguenze.

In particolare Kellogg e General Mills non stanno facendo la loro parte. Queste aziende dovrebbero guidare la lotta al cambiamento climatico che causa la fame. È ora che agiscano. Il cibo che producono non deve nutrire il cambiamento climatico. Agisci adesso e chiedi a Kellogg e General Mills di scendere in campo e combattere il cambiamento cliamtico.

Quando i consumatori chiedono, aziende come PepsiCo agiscono

18 Marzo 2014

Dopo quasi sei mesi di campagna, anche la seconda più grande compagnia dell’alimentare al mondo dichiara tolleranza zero al land grabbing per sé e per i propri imbottigliatori.

Sweet

“Il potere dei consumatori è diventato più forte”, ha dichiarato Winnie Byanyima, Direttore di Oxfam International. “PepsiCo si è infatti impegnata a far sentire tutto il suo peso per prevenire gli espropri di terra lungo la sua filiera. E ora i fornitori che vogliono che i propri ingredienti finiscano nella Pepsi Cola, Nella 7up o nel Gatorade, devono garantire che la loro terra è stata acquisita in maniera responsabile”.

“Tutto questo non sarebbe mai successo se centinaia di migliaia di consumatori in tutto il mondo non si fossero fatti sentire per chiedere all’azienda di rispettare i diritti delle persone nella propria filiera. Nessuna azienda è così grande da poter ignorare i propri consumatori. E se sono i consumatori a chiederlo, insieme possiamo trasformare davvero il settore dell’industria alimentare”.

L’annuncio di PepsiCo segue quello fatto da Coca-Cola a fine 2013 dopo solo un mese di campagna.

E Associated British Foods (ABF), l’altra azienda a cui abbiamo chiesto di agire, ha creato di recente nuove politiche per garantire il principio del “consenso libero, preventivo e informato”, che aiuta ad assicurare che le comunità sia consultate e siano d’accordo prima che la terra che utilizzano venga venduta. Oxfam sta al momento dialogando con Illovo, il più grande produttore di zucchero in Africa (di proprietà di ABF), per convincerli a migliorare ancora queste nuove politiche.

Quali sono esattamente gli impegni presi da PepsiCo?

Oxfam accoglie positivamente l’impegno di PepsiCo di “tolleranza zero” al land grabbing, che include:
1. Aderire al principio del “consenso libero, preventivo e informato” e richiedere che i propri fornitori,  compresi gli imbottigliatori, facciano lo stesso.
2. Rendere pubblico il nome dei tre principali paesi e dei tre principali fornitori di canna da zucchero.
3. Condurre e pubblicare delle valutazioni sociali, ambientali e sul rispetto dei diritti umani, anche sul tema dei conflitti per la terra.
4. Impegnarsi con i governi e gli organismi internazionali a sostegno di pratiche responsabili che garantiscano i diritti alla terra.
5. Impegnarsi con i propri fornitori per risolvere i conflitti in Brasile e Cambogia evidenziati nel rapporto di Oxfam Zucchero Amaro e arrivare a una risoluzione che soddisfi le comunità coinvolte.

Noi monitoreremo da vicino che PepsiCo mantenga le sue promesse.

Cosa significa questo per i contadini e le comunità?

In quanto una delle maggiori aziende dell’alimentare al mondo, PepsiCo ha un potere immense di influenzare I fornitori e le altre aziende di settore. Come risultato degli impegni presi, saranno prese dalla compagnia misure migliori per evitare che I conflitti sulla terra significhino per gli agricoltori perdita della propria terra e della propria casa.

“Festeggiamo l’importante passo in avanti di PepsiCo nella lotta al land grabbing”, ha detto Byianyima, “ ma osserveremo quali azioni seguiranno agli impegni presi. In particolare continueremo a batterci, insieme ai partner locali, per una soluzione appropriata per le comunità di Brasile e Cambogia che continuano a lottare per recuperare il loro diritto alla terra. Altre aziende devono ora seguire l’esempio di PepsiCo e Coca-Cola e trasformare le politiche sulla terra di un intero settore”.

Grazie!

Senza le vostre richieste tutto questo non sarebbe successo. Allo stesso modo preparatevi a farvi sentire ancora a maggio quando lanceremo la nostra prossima azione che sarà sull’ingiustizia del cambiamento climatico.

Per ora condividete su Facebook e Twitter questa fantastica notizia per dimostrare al mondo che insieme possiamo davvero smuovere le grandi Big dell’alimentare.

Festeggiamo insieme il primo anno di Scopri il Marchio!

26 Febbraio 2014

Nell’ultimo anno Oxfam e centinaia di migliaia persone in tutto il mondo si sono unite per scuotere da cima a fondo il modo in cui le grandi multinazionali del cibo si comportano con le persone e con il pianeta… E ha funzionato, perché le cose stanno cambiando.

Con l’eccezione di General Mills,infatti, tutte 10 le aziende hanno migliorato il loro punteggio nella pagella… ed è grazie a voi!

I punteggi iniziali del febbraio 2013 erano estremamente deludenti, soprattutto su due temi: nessuna delle compagnie aveva politiche adeguate per le donne lavoratrici, né politiche per garantire che i propri fornitori rispettassero il diritto alla terra delle comunità locali.

E allora cosa hanno raggiunto 395.000 consumatori da tutto il mondo e altri sostenitori della società civile?

Il bene delle donne

Grazie a più di 100.000 persone, Nestlé, Mondelez e Mars hanno preso importanti impegni per combattere le difficoltà che le donne affrontano nella loro filiera.

E dopo che la questione è venuta alla luce, Kellogg’s, Mars, Mobdelez, Nestlé e Unilever hanno sottoscritto i Principi dell’ONU per l’Empowerment delle Donne, un impegno ad alti livelli per migliorare le condizioni delle donne.

Stop al land grabbing

Un anno fa la questione del diritto alla terra era largamente ignorata dalle 10 Sorelle del cibo. 6 aziende su 10 avevano solo 1 nella pagella su questo tema mentre l’ingiustizia dell’essere cacciati dalla propria terra era appena riconosciuta.

Ma dopo che 270.000 consumatori hanno fatto sentire la loro voce, Coca-Cola è scesa in campo e ha dichiarato tolleranza zero al land grabbing in tutta la sua filiera. E come parte di questo impegno, l’azienda sta conducendo valutazioni d’impatto sui diritti umani tra cui il diritto alla terra in Colombia e in Guatemala.

Coca-Cola non è l’unica che si è mossa. In totale, 7 aziende sono salite di punteggio sul tema terra, con un incremento medio del 107%. Oltre a Coca-Cola, 5 delle 10 Big (Associated British Foods, General Mills, Kellogg’s, Nestlé e Unilever) hanno intensificato i loro impegni per garantire il diritto alla terra delle comunità locali. E dopo centinaia di messaggi dei consumatori a Twinings, marchio posseduto da ABF, abbiamo assistito a un immediato miglioramento delle politiche, prova del potere delle azioni dei consumatori.

Grazie alla pressione che state facendo, siamo al momento in dialogo con PepsiCo, e speriamo di ottenere presto degli impegni da parte dell’azienda.

Cosa ha portato a questi risultati?

La vostra voce è una potente forza di cambiamento. Avete dimostrato il detto che “nessuna azienda è così grande da poter ignorare i propri consumatori”, o anche che “il cliente ha sempre ragione”.

Le quasi 400.000 vostre azioni in tutto il mondo stanno cambiando le cose in meglio, e si può vedere dai punteggi delle aziende che sta funzionando.

Ma c’è ancora tanto da fare. Sui temi in cui non vi siete fatti sentire – come produttori e braccianti agricoli oacqua – ci sono stati scarsi progressi. Anche sulla terra, il punteggio totale di tutte le compagnie rimane il più basso fra tutti i temi. Per questo dobbiamo continuare a fare pressione su queste aziende.

Prossimamente ci concentreremo sulla singola questione più urgente dei nostri tempi. Al momento la situazione è deluente: il cambiamento climatico sta già avendo un impatto significativo sulla vita dei contadini e delle comunità in tutto il mondo, e i suoi effetti sono di molto più grandi di quanto non riescano a fare le aziende per comtrastarlo. Intanto eventi metereologici estremi come il tifone haiyan nelle Filippine, o la siccità storica in California, ci mostrano esempi preoccupanti di quello che potrebbe riservarci il futuro.

Il 2014 deve essere un anno decisivo in tema clima, e abbiamo bisogno di te!

Preparati per la prossima azione di Scopri il Marchio a maggio… Nel frattempo condividi il nostro video e mostra agli altri che le cose possono davvero cambiare quando abbastanza di noi decidono di farsi sentire.

In piedi sulla tua terra con #StandForLand

29 Novembre 2013

 

 

Dopo che più di 250.000 persone si sono fatte sentire per chiedere alle tre Big dello zucchero – Coca-Cola, PepsiCo e Associated British Foods – di mettere fine agli espropri di terra per coltivare il loro zucchero, Coca-Cola ha deciso di agire e ha dichiarato tolleranza zero al land grabbing, il furto delle terre. Ora è il momento che anche Pepsi e ABF facciano lo stesso!

Fai vedere che stai in piedi sulla tua terra (#StandForLand) in segno di solidarietà con chi la terra non ce l’ha più.

Scatta la tua foto con l’applicazione EyeEm. Come? Leggi qua sotto!

La terra sotto i tuoi piedi può sembrarti la cosa più solida che hai, ma per alcune persone, ad esempio in Brasile e Cambogia, non è così. Le comunità locali rischiano di essere cacciate via dalle loro terre dalle aziende che riforniscono di zucchero le tre Big del settore.

Per fortuna TU stai cambiando la situazione: Coca-Cola si sta già impegnando per mettere fine al land grabbing nella sua filiera! Invece Pepsi – nonostante le più di 32.000 da cui è stata inondata e la consegna delle firme nei suoi stabilimenti – e ABF non hanno ancora fatto niente.

Per questo è il momento di aumentare la pressione proprio su Pepsi e ABF. Le loro politiche sono così deboli che non sembrano nemmeno sapere se il loro zucchero è prodotto su terra espropriata né stanno facendo nulla per cambiare la situazione.

Ed è qui che tu, e i tuoi piedi, entrate in scena! Scarica gratis l’applicazione fotografica EyeEm, scatta una foto dei tuoi piedi nel posto che ami di più, usa il tag “Stand For Land” e inviala alle due aziende con il tweet qua sotto:

#StandForLand con @OxfamItalia per chiedere a @PepsiCo e #ABF basta con gli espropri di terra!

La tua foto sarà inviata a Pepsi e ABF, e alla fine finirà in un grande mosaico con le foto da tutto il mondo per creare un’immagine che testimoni alle aziende quante persone si stanno alzando in piedi in segno di solidarietà con chi la terra non ce l’ha più.

Sbizzarrisciti, puoi essere creativo quanto vuoi! E le migliori foto riceveranno fantastici premi…

Via ai click con #StandForLand

EyeEm è la più grande comunità al mondo di fotografia per smartphone al mondo. Creata nel 2011, è disponibile in più di 20 lingue per iOS e Andriod. Scopri di più su www.eyeem.com


Hai fatto sentire la tua voce… e Coca-Cola ti ha ascoltato!

8 Novembre 2013

Cosa ci vuole a migliorare le politiche sulla terra di uno dei giganti globali dello zucchero? TU! E altre 225.000 persone

Un mese fa Oxfam ha lanciato la seconda fase di Scopri il Marchio per chiedere alle tre più grandi compagnie produttrici di zucchero al mondo – Coca-Cola, PepsiCo e Associated British Foods – di impegnarsi a fare in modo che il loro zucchero non fosse causa di land grabbing. In poche settimane centinaia di migliaia di persone si sono fatte sentire, firmando la petizione o inviando messaggi e foto per avere l’attenzione delle aziende.

E ha funzionato! Coca-Cola, il più grande acquirente di zucchero al mondo, ha fatto quello che le abbiamo chiesto e ha dichiarato tolleranza zero al land grabbing. Coca-Cola è la prima delle 3 aziende a impegnarsi per rispettare di più i diritti alla terra delle comunità nella sua filiera, e questo è successo grazie alla pressione che abbiamo esercitato insieme!

Adesso monitoreremo da vicino Coca-Cola per assicurarci che mantenga le promesse. In particolare continueremo a chiedere una risoluzione appropriata per i casi in cui sono coinvolte le famiglie in Brasile e Cambogia che continuano a lottare per riconquistare il loro diritto alla terra.

È il momento agire!

Lo stato di Pernambuco ha uno dei più alti tassi di conflitti per la terra in Brasile e quasi la metà sono legati alla produzione di zucchero. Usina Trapiche – un’azienda che rifornisce di zucchero compagnie dell’industria alimentare (tra cui PepsiCo) – è stata in conflitto con le comunità locali di pescatori per l’uso delle isole nell’estuario per decenni.

Ora le famiglie non hanno terra per piantare alberi da frutto, manioca o altro e devono percorrere grandi distanze fino alla foce del fiume per poter pescare. Mentre un tempo erano in grado di sopravvivere e anche di vivere un po’ oltre i loro bisogni, ora devono spendere più di quello che guadagnano per comprare cibo.

Maria Nazarete dos Santos (conosciuta come Nazare) ha vissuto sempre sulle isole fino a quando è stata cacciata via dall’azienda. “Più di 30 persone che vivevano sull’isola sono tornate a pescare, ma solo 3, tra cui me, sono tornate a viverci. Trapiche ha incendiato le nostre tende per 3 o 4 volte. Ho perso i teli e i materassi per dormire. Mia sorella era incinta e quando hanno dato fuoco alla sua tenda ha abortito e perso il bambino. Sono bruciati anche il mulino e le nostre case di legno”.

Land grabbing come questo sono l’amaro segreto dell’industria dello zucchero, e non succede solo in Brasile. In Cambogia e in altri paesi del mondo le famiglie affrontano la stessa situazione.

Cosa succede ora?

Ora che Coca-Cola, che vende più di 20.000 bevande al secondo in tutto il mondo, si è impegnata a garantire che lo zucchero nei suoi prodotti non sia causa di land grabbing, Pepsi e Associated British Foods non hanno più scuse per non agire.

L’assemblea annuale degli azionisti di Pepsi Co si avvicina. È il momento di farsi sentire: chiedi anche tu a PepsiCo di agire contro il land grabbing.

Scrivi subito a Pepsi: chiedile di mettere fine agli espropri di terra per coltivare zucchero.


Coca-Cola, Pepsi e ABF, basta con lo zucchero che causa land grabbing

2 Ottobre 2013

Capita troppo spesso che lo zucchero nelle tue bevande preferite sia prodotto dopo che produttori agricoli con le loro famiglie fossero cacciati dalla loro terra, restando senza casa e senza cibo. Per fortuna TU puoi cambiare la situazione. Chiedi a Coca-Cola, Pepsi e ABF di non togliere la terra alle persone per coltivare zucchero.

La verità sullo zucchero? Tutt’altro che dolce

La domanda mondiale di zucchero cresce, e aumenta la corsa alla terra per coltivarlo. Abbiamo scoperto che, in paesi come Brasile e Cambogia, le aziende che riforniscono di zucchero Coca-Cola, Pepsi e altre Big dell’alimentare stanno cacciando i contadini poveri dalle loro terre, privandoli dei loro diritti. In altri paesi, ABF – il maggiore produttore di zucchero in Africa – è coinvolta in una serie di controversie sulla proprietà della terra ancora irrisolte.

Edilza Duarte con i figli Stephanie e Jason (foto credit: Tatiana Cardeal)

Edilza Duarte ha 24 anni e vive con i figli Stephanie e Jason a Ponta Porã, nello stato di Mato Grosso do Sul, in Brasile. La terra della sua comunità Jatayvary è stata portata via loro 40 anni fa. Ora è utilizzata per coltivare canna da zucchero. Dove loro cacciavano, pescavano e coltivavano, adesso ci sono grandi aziende di canna da zucchero. Ora Edilza e i suoi figli soffrono la fame, dal momento che non possono più cacciare e pescare, e seri problemi di salute.

Edilza ci ha raccontato questo: “Spruzzano lo spray per le coltivazioni in due direzioni, e quando si alza il vento sembra di respirare del veleno. Ecco come ci sentiamo. Quando piove l’acqua arriva fino al fiume dove facciamo il bagno e prendiamo l’acqua da bere. Il veleno si diffonde e le persone si ammalano. I bambini hanno la diarrea e infezioni della cutanee”.

“Devono smetterla di fare questo. Hanno già rovinato abbastanza le nostre vite. Vogliamo la nostra terra indietro, per poter coltivare e avere cibo. La rivogliamo indietro”.

Land grabbing come questo sono l’amaro segreto dell’industria dello zucchero, e non succede solo in Brasile. In Cambogia ad esempio le famiglie affrontano la stessa situazione.

Cosa puoi fare tu

TU hai il potere i cambiare la situazione. Più di 120.000 persone in tutto il mondo hanno già chiesto alle grandi multinazionali del cibo di migliorare i loro comportamenti... e ha funzionato!

Inoltre, con il supporto di più di 50.000 persone e dei Coldplay abbiamo già vinto alcune importanti battaglie nella lotta al land grabbing. Abbiamo infatti spinto la Banca Mondiale a rivedere le sue politiche sulla terra e a impegnarsi per i nuovi standard ONU sui diritti alla terra.

Ora è il momento che queste tre Big del cibo agiscano al più presto.

Basta land grabbing!

Per fare in modo che non tolgano la terra alle persone per coltivare zucchero, Coca-Cola, PepsiCo e ABF devono:

-    - Informarsi su qual è l’impatto che il loro zucchero ha sull’acceso alla terra delle comunità, e se loro e i loro fornitori rispettano i diritti alla terra delle persone coinvolte;

-    - Rivelare da dove proviene lo zucchero che producono e chi lo coltiva;

-    - Agire dichiarando tolleranza zero al land grabbing lungo tuto la loro filiera, e lavorando con governi e parti interessate.

È ora di mettere fine al land grabbing. Firma la petizione adesso!

Scopri il Marchio: il conto alla rovescia continua

26 Settembre 2013

Il 2 ottobre la campagna Scopri il Marchio di Oxfam entrerà in una nuova fase. I dettagli sono ancora top-secret, ma questo video può darti un’idea di quello che succederà:

Per saperne di più firma qui e sarai aggiornato in anteprima!

Ma cos’è Scopri il Marchio?

Scopri il Marchio è una campagna di Oxfam lanciata lo scorso febbraio per chiedere alle 10 più grandi multinazionali dell’alimentare di migliorare le loro politiche per contribuire alla lotta contro la fame e la povertà. In questi mesi abbiamo coinvolto più di 120.000 persone e convinto le più importanti aziende del cioccolato – Mars, Mondelez e Nestlé – a rispettare i diritti delle donne che lavorano nella filiera del cacao. Grazie a te, queste aziende hanno preso impegni pubblici e li stanno rispettando.

Tutto questo non sarebbe stato possibile grazie a te. Ma la storia non finisce qua. La campagna Scopri il Marchio parlerà adesso di un altro alimento dolce, lo zucchero. Un ingrediente fondamentale di tantissimi prodotti che ci piacciono. Le 10 Sorelle del cibo comprano e producono una quantità enorme di zucchero… ti sei mai chiesto da dove viene?

Scopri il Marchio con Noi!

Dal prossimo 2 ottobre avrai il potere di creare un futuro più “dolce” per tutti. Firma subito per scoprire quali delle 10 aziende coinvolgeremo e perché… Stay tuned!


Come cambiare il modo di fare business delle grandi multinazionali

17 Settembre 2013

Partiamo dai risultati

Più di 120.000 persone. Le 10 più grandi aziende di cibo e bevande del mondo. Una campagna innovativa. Cosa ottenete se unite questi tre ingredienti? I primi passi sulla strada per un sistema alimentare più giusto.

Siamo lieti di annunciarvi oggi che 5 delle 10 Sorelle del cibo stanno pian piano scalando la classifica. Grazie a voi, Coca-Cola, Danone, General Mills, Nestlé e Unilever hanno modificato le loro politiche e le loro pratiche su alcune questioni chiave per la lotta alla fame e alla povertà.

Questi cambiamenti dimostrano che le aziende vi stanno ascoltando. Ecco solo alcuni esempi di come VOI state facendo la differenza grazie a Scopri il Marchio:

- Prima del lancio di Scopri il Marchio solo due delle 10 aziende avevano firmato i Principi ONU sull’Empowerment delle Donne. Adesso sono sei;

- Coca-Cola ha pubblicamente annunciato che chiederà ai propri fornitori di salvaguardare la qualità dell’acqua e di prevenire l’inquinamento idrico, passaggi essenziali per garantire acqua pulita e sicura a  diposizione di tutti;

- Nestlé ha accolto la necessità di riconoscere i diritti alla terra in modo più ampio, ed è diventata la prima delle 10 Sorelle a sottoscrivere delle linee guida che garantiscono che i propri fornitori abbiano  avuto il consenso delle comunità coinvolte prima di stipulare qualsiasi accordo sulla terra per la fornitura di zucchero, olio di palma, soia o altre materie prime.

Tutto merito vostro!

Le 10 Sorelle del Cibo hanno ancora molta strada da fare. Tuttavia, dobbiamo riconoscere i cambiamenti positivi che hanno già fatto, e soprattutto sottolineare che questo è successo grazie a VOI! Quando più di 120.000 persone da tutto il mondo uniscono le loro voci, i nostri marchi preferiti non possono non ascoltarci.

Ogni vostra firma, ogni tweet o post su Facebook sono importanti per aumentare l’attenzione: chiedendo alle vostre marche preferite di rendere più “buoni”, in tutti i sensi, i loro prodotti, state contribuendo a cambiare realmente i fattori che hanno un impatto sulle persone e sul pianeta.

Anche alcuni grandi operatori del settore finanziario sostengono la vostra richiesta: più di 30 investitori (in totale un patrimonio di oltre 1.400 miliardi di dollari) hanno firmato una dichiarazione in cui chiedono alle 10 Sorelle del cibo di migliorare il loro modo di fare business.

Ed è solo l’inizio

I cambiamenti ottenuti grazie alle vostre azioni sono un passo importante verso un futuro in cui tutti abbiano abbastanza da mangiare. Tuttavia, le 10 Sorelle del cibo hanno ancora molta strada davanti per garantire un sistema alimentare giusto per tutti. Migliorare le condizioni dei lavoratori, essere trasparenti sulle loro forniture e sostenere gli agricoltori di piccola scala: queste alcune aree chiave di lavoro. E le aziende in fondo alla nostra classifica devono fare ancora di più, perché stanno rimanendo indietro nella corsa verso il vertice.

Stay tuned!

Nelle prossime settimane lanceremo la prossima fase di Scopri il Marchio. Ora più che mai abbiamo bisogno della vostra voce! Chiedete a 2 amici di unirsi alla prossima fase di Scopri il Marchio: insieme possiamo fare un passo ancora più grande verso un sistema alimentare più equo per tutti.

Oxfam and the power of you: come cambia il sistema alimentare…grazie a te 

21 Giugno 2013

Solo due mesi. Questo il tempo che ci è voluto per fare in modo che la tua voce – insieme a quella di altre 100.000 persone – arrivasse all’orecchio delle tre delle più grandi multinazionali alimentari del mondo per convincere loro a lavorare per garantire i diritti delle donne della filiera del cacao. Mars, Nestlé e Mondelez si sono impegnate ad agire, e Oxfam le sta tenendo d’occhio per assicurarsi che rispettino le promesse fatte. Scopri qui gli impegni che le aziende devono osservare per fare in modo che le promesse si trasformino in realtà!

In seguito agli impegni presi da queste tre aziende, Oxfam ha aggiornato la pagella di Scopri il Marchio. In tema di diritti delle donne, Coca-Cola è al momento prima, con un punteggio (non esaltante) di 5 su 10. Nestlé la sta però inseguendo grazie al suo impegno nel rispettare gli impegni presi, e Mars e Mondelez, che hanno avuto rispettivamente i punteggi di 1 e 2, stanno scalando posizioni dal fondo classifica. Tutte tre le aziende hanno sottoscritto i Principi ONU sull’Empowerment delle Donne, dichiarando la loro attenzione verso il ruolo delle donne nelle comunità e impegnandosi a migliorare le loro condizioni.

Un futuro libero da povertà e fame passa dal rispetto delle donne: parità di salario, di diritti e di trattamento. Gli impegni di Mars, Nestlé e Mondelez non avranno effetto immediato, ma sono un primo, importante passo perché le cose cambino presto. E sei tu ad aver ottenuto questo impegno.

Ma cosa ne è delle altre aziende della nostra classifica Scopri il Marchio? Molte di loro sono ancora indietro su molti temi. Però la competizione per cambiare il sistema alimentare è iniziata, e presto anche queste aziende cambieranno, grazie ai consumatori che, come te, faranno sentire la propria voce.

Non si tratta di smettere di comprare i tuoi prodotti preferiti: piuttosto ti chiediamo di usare la tua voce di consumatore per farti sentire dalle 10 Sorelle del Cibo. Ora abbiamo la prova che queste aziende ti ascoltano.It’s the power of you – chiedi a loro di fare sempre meglio.

 

A che punto siamo con i diritti delle donne?

17 Maggio 2013

Mentre la parità di genere è sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, dalla Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, e dalla legislazione nella maggior parte dei paesi, le condizioni di partecipazione ai mercati e i compensi delle donne sono ancora tristemente ineguali rispetto a quelli degli uomini. Molte donne lavorano in posizioni temporanee o informali e sono quindi "invisibili" a leggi e regolamenti. Ancora oggi sono le donne a occuparsi nella maggior parte dei casi della famiglia e del lavoro domestico, e sono sempre loro a svolgere l’80 per cento del lavoro di assistenza non retribuito. Le aziende non possono risolvere tutti questi problemi, ma le loro pratiche possono o aggravare e perpetuare la disuguaglianza di genere, oppure contribuire a guidare il mondo verso l’uguaglianza tra uomini e donne. Prova a considerare queste cifre:

• In Africa sub-sahariana quasi l’80% delle lavoratrici è impiegato in occupazioni instabili e in posizioni vulnerabili.

• In Asia meridionale, il 36% delle donne partecipa al mercato del lavoro. Meno del 50% di queste ha un libro paga: sono per lo più impiegate in forme economiche informali, in subappalto e di lavoro casalingo.

 • In Kenya, la metà delle piccole e medie imprese è di proprietà di donne, ma ha una crescita inferiore rispetto alle imprese di proprietà maschile a causa della mancanza di sostegno e di risorse.

Principi ONU sull’Empowerment delle Donne sono il risultato di una collaborazione tra l’UN Women, l'Ente delle Nazioni Unite per l'Uguaglianza di Genere e l'Empowerment delle Donne creato nel 2010 dalla Valutazione Generale delle Nazioni Unite, e l’UN Global Compact, un'iniziativa politica per le imprese che sono impegnate ad allineare le loro attività e le loro strategie ai dieci principi universali per quanto riguarda diritti umani, lavoro, ambiente e lotta alla corruzione. I Principi di Empowerment delle Donne sono una serie di principi per le aziende che offrono indicazioni su come dare più autonomia e possibilità alla donna sul posto di lavoro, nel mercato e nella comunità. I principi sono sette:

Principio 1: Stabilire leadership aziendali di alto livello per la parità di genere

Principio 2: Trattare tutte le donne e gli uomini sul lavoro in modo equo – rispettare e sostenere i diritti umani e la non discriminazione

Principio 3: Garantire la salute, la sicurezza e il benessere di tutte le donne e gli uomini lavoratori

Principio 4: Promuovere l'istruzione, la formazione e lo sviluppo professionale delle donne

Principio 5: Implementare sviluppo d’impresa, filiera produttiva e pratiche di marketing che responsabilizzino le donne

Principio 6: Promuovere l'uguaglianza attraverso iniziative in comunità e di advocacy

Principio 7: Misurare e rendere pubblici i progressi nel raggiungimento della parità di genere

Anche se non vi è alcun meccanismo di attuazione, né conseguenze per la non implementazione di questi principi, tali impegni servono come opportunità per le organizzazioni della società civile per chiedere alle aziende di essere responsabili. Il Principio 7, in particolare, incoraggia le imprese a stabilire parametri di riferimento e obiettivi precisi verso la parità di genere, e a utilizzare i dati disaggregati per sesso, quando possibile, per poter riferire alle parti interessate sui progressi compiuti. Secondo l’Onu, molte aziende stanno facendo proprio questo.

Una componente chiave dell’iniziativa Scopri il Marchio di Oxfam è la questione della trasparenza, che serve come tema di fondo per la Pagella di Oxfam sulle 10 più grandi aziende dell’alimentare al mondo. Mentre le politiche su donne, braccianti, produttori agricoli, terra, acqua e clima contribuiscono agli effetti sulle comunità vulnerabili, il modo in cui un’azienda rendiconta le sue attività permette a quelle comunità e agli altri di poter comprendere le dinamiche della filiera di produzione e, di conseguenza, di poter chiedere conto ai responsabili. È questo principio del "conoscere e mostrare" che ha portato Oxfam a chiedere alle tre Big del cioccolato –  Mars, Mondelez e Nestlé – di firmare i Principi sull’Empowerment delle Donne, oltre a condurre valutazioni di impatto sulle condizioni di lavoro delle donne nella loro filiera del cacao, impegnarsi in piani d’azione, e utilizzare la loro influenza sul mondo dell’industria e sui sistemi di certificazione per rendere la questione dei diritti delle donne e l'uguaglianza di genere una priorità.

Normative non vincolanti come i Principi non possono sostituire vere leggi e regolamenti, ma servono comunque per chiedere agli Amministratori Delegati delle società di firmare una dichiarazione che indica che promuoveranno e implementeranno tali principi. La maggior parte degli Amministratori Delegati prende questi impegni seriamente, e ciò manda il segnale che si crede nella parità di genere non solo ai dipendenti della società, ma anche ai propri fornitori. Così Oxfam continuerà a incoraggiare le imprese a firmare e attuare i Principi sull’Empowerment delle Donne. A oggi le donne hanno percorso già una lunga strada per avere i loro diritti sanciti dalle leggi e convenzioni, purtroppo però, per la maggior parte delle donne nel mondo, la realtà della parità di genere non si è ancora materializzato.

Le tre maggiori aziende del cioccolato si sciolgono sotto la pressione dei consumatori!

23 Aprile 2013

Dolci notizie oggi per gli amanti del cioccolato: grazie al vostro impegno, anche Mondelez International (ex Kraft Foods) – il più grande produttore di cioccolato al mondo – ha accettato di adottare delle misure per affrontare le disuguaglianze che subiscono le donne nella filiera del cacao.

Più di 100.000 persone in tutto il mondo si sono unite alla campagna di Oxfam firmando la petizione e intervenendo per sollecitare Mondelez e i suoi concorrenti ad affrontare la fame, la povertà e la disuguaglianza di cui molte donne coltivatrici di cacao sono vittime. Avete fatto sentire la vostra voce inviando messaggi alle aziende su Facebook e Twitter.

"Migliorare la vita delle donne che coltivano il cacao può migliorare la vita di milioni di persone che guadagnano meno di 2 dollari al giorno", ha detto Judy Beals, responsabile Oxfam International di Scopri il Marchio. "Ci auguriamo che le misure adottate da Mars, Mondelez e Nestlé siano un esempio per il resto delle aziende del settore alimentare: i consumatori sono sempre più attenti all’ impatto che hanno le aziende sulle comunità con le quali lavorano".

Mars, Mondelez, e Nestlé stanno muovendo i primi passi per impegnarsi in favore di un maggior protagonismo delle donne nella loro filiera di produzione. Tutti hanno accettato di pubblicare i dati delle prime valutazioni di impatto in un anno e di pubblicare dei piani d'azione concreti per affrontare i problemi. Mondelez inoltre ha deciso di aderire ai principi di empowerment delle donne delle Nazioni Unite entro la fine del mese, diventando la prima delle tre maggiori aziende del cioccolato a farlo.

Oxfam è pronta a lavorare con Mondelez, Mars e Nestlé per garantire che rispettino gli impegni presi. Abbiamo prodotto questa mappa – consultabile da tutti, in ogni momento e costantemente aggiornata – per evidenziare tutte le promesse fatte da queste aziende e le date entro le quali si sono impegnate a mantenerle.

L’iniziativa Scopri il Marchio è solo all’inizio: rimani aggiornato su come le dieci grandi sorelle del cibo contribuiscono ad alleviare fame e povertà. Consulta la nostra pagella che rimarrà costantemente aggiornata.

 

Ti sei fatto sentire. Mars e Nestlé hanno ascoltato.

26 Marzo 2013

Ecco un bel regalo di Pasqua per gli amanti del cioccolato: la prova che nessuna azienda è così grande da poter ignorare i suoi clienti. 

Un mese fa Oxfam ha lanciato Scopri il Marchio con un invito a "cambiare il modo di fare affari delle grandi aziende dell’alimentare, alle quali appartengono i vostri prodotti preferiti". Nel giro di poche settimane sono stati inviati alle aziende migliaia di tweet, tra i quali un’enorme esplosione in occasione della Giornata internazionale della donna e molte migliaia di azioni e di commenti su Facebook. Più di 60.000 di noi si sono attivati per chiedere alle “3 Big” del cioccolato: Mars, Mondelez e Nestlé, di fare il bene delle donne che coltivano il loro cacao. Oggi due di loro hanno dimostrato che stanno ascoltando. 

Dopo che più di 60.000 persone hanno agito, Mars e Nestlé hanno deciso di fare di più per “conoscere e mostrare” come le donne vengono trattate nella loro filiera di produzione del cacao, di impegnarsi per un piano d'azione, di collegarsi ai Principi di Empowerment femminile delle Nazioni Unite, e di lavorare con le organizzazioni del settore per affrontare le questioni di genere. Questo sta succedendo grazie alla pressione fatta sin’ora. 

Oxfam è incoraggiata da questo impegno e dagli effetti che può avere sulle coltivatrici di cacao in tutto il mondo. 

Deisi è una coltivatrice di cacao in Brasile e una giovane leader locale, ha sempre creduto che le aziende possano essere d’aiuto. "Dovremmo cercare alleanze con aziende che possono aiutarci a far crescere e a migliorare la nostra produzione e anche aiutarci nel trasporto e nella vendita del nostro cacao." In questa industria da miliardi di dollari, le donne che lavorano nella produzione di cacao spesso guadagnano meno di 2 dollari al giorno e affrontano dure battaglie per accedere a supporto e formazione. Mars, Mondelez e Nestlé hanno il potere di cambiare questo e per aiutare le donne ad avere successo e superare la povertà che loro e la loro comunità affrontano. 

"Le coltivatrici di cacao e i consumatori di tutto il mondo hanno fatto sentire la loro voce", ha detto Alison Woodhead, manager della campagna di Oxfam Scopri il Marchio. "Mars e Nestlé hanno compiuto passi importanti per mostrare agli agricoltori dai quali dipendono e ai loro clienti, e a tutto il resto del settore alimentare, che si preoccupano della condizione delle donne nelle loro filiere di produzione, e dei problemi come la bassa retribuzione, la discriminazione e la disparità di opportunità. 

Oxfam è ansiosa di lavorare con Mars e Nestlé per assicurare che mantengano le promesse fatte alle donne e invita ora Mondelez a seguirne l'esempio con impegni analoghi. 

Mondelez international, che controlla il 15% del mercato del cioccolato mondiale, deve ancora agire. Quindi la domanda è - Mondelez, vuoi ascoltare i tuoi clienti e agire?

Firma la petizione

 

Scopri i marchi che compri

Che cos’hanno in comune il tè Twinings, la cioccolata Milka e il Gatorade? O la Coca Cola, l’Ovomaltina, i biscotti Oreo, le Pringles e i dadi Maggi? Questi prodotti sono tutti marchi delle “dieci sorelle” del cibo – aziende importanti che complessivamente guadagnano più di un milione di dollari al giorno.

 

Scopri i marchi che compri

 

Oxfam lancia l’iniziativa Scopri il Marchio per analizzare le politiche sociali e ambientali delle multinazionali dell’alimentare e avverte: «Le ‘10 Grandi Sorelle’ del cibo fanno ancora troppo poco per tutelare i produttori ed il pianeta, ma i consumatori possono fare la  differenza»

 

 

 

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